Via Crucis dei Giovani

Come da tradizione i giovani della forania di Fagagna sono stato i protagonisti della Via crucis, per chi si fosse perso questo intenso momento di riflessione personale o volesse approfondire il percorso svolto durante le stazioni, rendiamo qui disponibile il libretto della serata:

Via crucis foranea 2017

Vi proponiamo inoltre i testi integrali delle testimonianze lette durante la Via Crucis.

Testimonianza DUM Via Crucis Foraniale di Fagagna – 07 Aprile 2017

“Bibione, 29 luglio. Il mare è così calmo che una nuotata ci starebbe bene, prima di arrivare al Centro Italiano Femminile, quello che sarà il mio alloggio per 2 settimane a partire da oggi. Ma forse è meglio che non mi presenti ai coordinatori del DUM (Dinsi Une Man), due perfetti sconosciuti, tutta bagnata e insabbiata. È la mia prima esperienza con i disabili, non ne ho mai conosciuto uno, e quest’estate sono qua perché voglio impegnarmi nel sociale. Forse potevo anche evitare, mi dico mentre mi avvicino all’edificio che piano piano si popola di facce mai viste, alcune sorridenti, altre imbarazzate e spaesate. Potevo andare a lavorare, come fanno tanti alla mia età, oppure oziare in montagna. Dormirai nella stessa stanza della ragazza disabile (che ancora non so chi sia), mi dicono, ti occuperai di lei e farai in modo che la sua sia un’ottima vacanza (e la mia?), perché per loro è già tanto se riescono a farne una; inoltre lavoreremo tutti insieme nelle pulizie e nelle attività di intrattenimento. Ho paura di non essere capace, di non sapere come comportarmi. Ma ormai sono qui, e oltretutto come volontaria.

31 luglio. Sapevo che non dovevo venire. Eppure è stata una mia idea, e mia madre non era neanche convinta della scelta. La ragazza ha 20 anni, ha la sindrome di Down e fa tutto il contrario di quello che le dico; forse bisogna cambiare approccio. In compenso sto conoscendo una trentina di volontari, tanti alle prime armi, che affrontano diverse difficoltà, come me.

13 agosto. Sapevo che dovevo provare una nuova esperienza, nel sociale! Aiutando qualcuno, la cosa principale è essere me stessa, cosa che all’inizio non mi riusciva: così ricevo tantissimo affetto (e fiducia) dalle persone ai margini della società, di cui prima non mi accorgevo. Non riesco a chiamare “disabile” chi in fatto di vita e relazioni è molto più abile di me. Come affrontano loro la vita, con un sorriso anche mentre gli rovesci l’acqua addosso perché non sai come aiutarli a bere, non l’ho mai visto fare a nessun altro. Fare la stessa passeggiata ogni giorno, spingendo la carrozzina di un muto osservatore, non mi stancherà mai; tenergli il braccio mentre si balla non ha prezzo. È l’ultimo giorno ed è anche il più triste. Saluti, abbracci, lacrime e poi si torna alla vita ordinaria: ma come fare ad affrontarla di nuovo? Mi sentirò inutile a casa, senza nessuno da aiutare. Comunque vada, mi sento cresciuta dentro e ho imparato che un sorriso vale più di 1000 parole, anche se sembra una cosa banale.

Abbiamo scelto la voce di questa ragazza, in quella che è stata la sua prima esperienza ai soggiorni estivi del Dinsi Une Man. Ma perché scegliere il DUM per una testimonianza all’interno di una stazione della Via Crucis? Perché il DUM è esempio di servizio e cura per il prossimo, proprio come lo stesso Gesù ha fatto per lavare i piedi ai suoi apostoli. La realtà del Dinsi Une Man affonda le sue radici nella seconda metà degli anni settanta, quando essere diversamente abile era considerata una vergogna e non ci si poteva permettere un soggiorno al mare. Oggi, dopo un percorso di crescita fatto di attenzione per il prossimo e dedizione da parte dei molti volontari che hanno dedicato le loro risorse ed il loro tempo, propone – tra le attività principali – dei soggiorni marini per persone disabili, alla cui base sta il servizio totalmente volontario.

I valori su cui si fonda la comunità si esprimono con la gestione della casa da parte di tutti (servizi di pulizia, riassetto delle tavole), nella collaborazione, nell’assistenza e nel sostegno delle persone in difficoltà e nelle iniziative ricreative e culturali, senza trascurare momenti di riflessione e formazione.
L’ascolto è uno dei valori fondanti. Ascoltare veramente significa scoprire la ferita nascosta di chi ci sta accanto, avendo la capacità di accettarla anche se può farci paura e ci costringe a metterci in discussione. Ascoltare significa accettare senza reticenza e senza giudizio. Non è finalizzato ad un’analisi, ad una interpretazione o alla soluzione di tutti i problemi. Ascoltare è un modo per riconoscere l’esistenza dell’Altro e per sottolineare la sua Unicità in una più ampia rete di relazioni. E’ questo che ci permette di impegnarci in un cammino di crescita comune.
L’accoglienza è un’altra delle caratteristiche della comunità. Accogliere vuoi dire accettare la persona, con i suoi pregi ma soprattutto coi suoi difetti, per garantire la dignità di ognuno nel confronto e nella crescita comune, affinché tutti possano diventare protagonisti della propria vita. La persona, in questo contatto con sé e gli altri, ha l’occasione di scoprire i propri interessi, i propri valori, i propri limiti e impara ad integrare i diversi momenti della sua esperienza e del suo mondo. Il servizio poi nasce soprattutto dalla condivisione. Condividere è farsi carico dell’Altro, ma non e’ solo una prassi, è anche una presa di coscienza che ci viene data. Chi condivide si pone in termini di parità, non fa il maestro o lo psicologo, ma vive con l’Altro, con il prossimo, vive insieme con uguale dignità, alla ricerca di una convivenza che dia a ciascuno strumenti di realizzazione e contemporaneamente offra a chi è in difficoltà occasione di riscatto e gioia. La gioia è nell’essere insieme, con lo stesso obiettivo, con le stesse opportunità.

Scarica la presentazione con le foto: Prima Stazione Foto

Testimonianza Stefi Via Crucis Foraniale di Fagagna – 07 Aprile 2017

Si, sono mamma di 3 figli. Dopo 17 anni dal primo figlio, una gioia immensa. La nostra famiglia veniva allietata da una nuova vita, anzi da due nuove vite.

In una calda mattinata di agosto, arrivano queste nuove creature, ma la felicità dura poco, perché uno di loro è un bambino speciale.

Lui è un bambino uguale ai suoi fratelli, pur con una caratteristica tutta sua, un cromosoma in più che lo rende unico Davide è un bambino con la sindrome di down.

Indubbiamente sono notizie che anche se si tratta di tuo figlio non è facile accogliere e la testa e la ragione a questo punto ti mandano segnali di panico, di paura di incapacità e il rischio è quello di annegare in un oceano di preoccupazioni e non quello di cogliere e assaporare le emozioni, lo stupore la meraviglia di veder crescere colui a cui hai dato la vita e ti fanno perdere la voglia di credere in Colui che tutto può.

Ma è tuo figlio un Dono di Dio e tra ansie, preoccupazioni, incertezze lo cresci o la aiuti ad affrontare quella vita che per lui sarà sicuramente più difficile che per gli altri bambini.

Ma ecco che un altro dolore immenso colpisce la nostra famiglia. A 4 anni Davide si ammala gravemente e a questo punto chiudo la porta in faccia al Signore e gli chiedo più volte con una rabbia immensa…. PERCHE’ PROPRIO A NOI? Cosa ti abbiamo fatto? Ma Signore dove sei?

Ma il nostro Signore è sempre lì vicino a te basta che tu gli tenda la mano, e forte anche di chi mi aveva insegnato a conoscere la parola di Dio ho sentito il bisogno di riaffidarmi e di credere in Lui. Ho iniziato con la preghiera affidando il mio bambino a quella Madonna che aveva visto morire suo figlio in Croce, ho ripreso a frequentare la Chiesa e alla fine mi sono riavvicinata anche all’Eucarestia e ogni volta chiedevo Signore io credo in te ma tu aumenta la mia fede… non abbandonarmi.

Adesso quando lo guardo vedo i suoi grandi occhi marroni curiosi ed espressivi, quel naso al quale amo dare baci, guance paffute da sbaciucchiare e soprattutto un sorriso capace di scaldare il cuore come nient’altro.

L’anno scorso assieme a suo fratello ha fatto la Prima Comunione, Grazie Signore che gioia!

Un bambino di una sensibilità unica, che si accorge se sono triste, se sono stanca se dei pensieri mi affliggono che ama in un modo immenso.  E cosa dire poi quanto ti dice mamma ma la sai una cosa? Io ti voglio tanto bene……

Davide   è un dono indescrivibile e speciale   come ogni bambino che viene al mondo e alla nostra famiglia ha portato un contributo di felicità e pienezza incalcolabile.

Dio c’è l’ha donato e ha sorriso perché sapeva che Lui alla fine tanto diverso dai suoi fratelli non è.

Signore se mi hai messo tante volte alla prova vuol dire che un pochino di me ti fidi, e io non temo perché so che tu mi sei accanto.

 

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