Lettera da Padre Armando

Pubblichiamo con piacere l’ultima lettera ricevuta da Padre Armando dalla sua missione in Ciad.

Carissimi amici e parenti.

Spero che ognuna e ognuno stia bene. Lo auguro. Anch’io sto bene, ‘convivente’ con i piccoli acciacchi dell’età. Nonostante il clima rude di N-giamena, vedo che si può vivere e lavorare. Naturalmente il ritmo non è più quello dei miei 33 anni, ma quello dei miei attuali 63 ! Anche i 35 anni passati in terra d’Africa entrano nel bilancio: era il 5 settembre 1982, trentacinque anni fa, appunto. Sono riconoscente a Dio.

Di nuovo nella vita della comunità saveriana di N-giamena è l’arrivo di un giovane saveriano congolese ancora in formazione. Si chiama Aimé e sarà con noi per quest’anno prima di ripartire in Camerun per terminare la sua formazione di base. E’ una bella presenza e ci darà una buona mano nel lavoro. Il mese d’ottobre scorso infatti – dopo lunga attesa – l’arcivescovo ci ha ritagliato la nostra … fetta nella torta piuttosto consistente del lavoro missionario nella sua diocesi.

Come già dicevo, abbiamo optato per la periferia sud della Capitale. Il Vescovo ha composto una nuova ‘unità pastorale’ prendendo dal territorio di due immense parrocchie per darcene una parte. Questo spazio per ora non sarà ancora una parrocchia a tutti gli effetti; sarà una ‘zona pastorale’. Effettivamente tutto o quasi resta da fare ed è molto probabile che questa ‘Zona’ sarà in futuro tutto un insieme di diverse nuove parrocchie. Trovandosi alla periferia della città, è uno spazio dove le abitazioni nascono come i funghi ogni giorno.

Padre Marco Bertoni e io, con l’aiuto di Aimé, stiamo dunque cominciando a organizzare questa realtà nuova e ancora piuttosto sconosciuta per noi. Si tratta di inventare un funzionamento che sia un servizio efficace per i cristiani e catecumeni che sono già lì. Alcune comunità non vedono quasi mai un prete, eppure funzionano in maniera autonoma: si riuniscono, pregano, si danno da fare. Altre sono isolate dall’acqua quasi tutto l’anno (siamo tra due fiumi: Chari e Logone). Delle comunità si sono costituite spontaneamente: i vicini si riuniscono nel cortile di qualcuno di loro per la riunione settimanale e cominciano a organizzarsi come possono. Magari dopo mesi i preti incaricati di quella zona ‘scoprono’ una nuova Comunità Ecclesiale di Base che funziona…

Quindi la prima fase sarà quella dell’organizzazione dei cristiani che sono già lì. La seconda sarà di dare un impulso ‘missionario’ a queste comunità per essere una sorta di calamita per le persone che stanno cercando un cammino di vita che dia maggior senso alla loro esistenza. Non si tratta di fare del proselitismo: quell’epoca è finita da molto tempo. Si tratta di essere significativi con la vita personale e comunitaria in modo che le persone in ricerca (soprattutto i giovani, numerosissimi qui !) trovino una modalità di vita che corrisponde a quello che cercano profondamente. E’ una proposta di vita.

Stiamo anche continuando a fare i passi per l’acquisizione di un terreno su cui un giorno potrà sorgere la casa dei Saveriani in Ciad. Già molti di voi ci hanno aiutato e speriamo con l’apporto di molti di portare a termine questa grossa impresa. Il terreno che abbiamo in vista si trova proprio nel cuore della zona pastorale.

Personalmente assicuro da qualche settimana una presenza al seminario maggiore nazionale che prepara sacerdoti per tutto il Ciad. Ci pare importante dare un contributo alla loro formazione solida. Mi presto per delle formazioni bibliche per catechisti e animatori delle parrocchie: anche lì, se i catechisti sono ben formati, anche le comunità possono sentirne un beneficio e indirettamente la società ciadiana. Sto prendendo contatto con un gruppo di Chiese protestanti che lavorano in sinergia, per vedere se si può far avanzare una più grande collaborazione con i cattolici. Infine, accompagno dei giovani in ricerca vocazionale. Le attività a carattere sociale le cominceremo quando conosceremo un po’ meglio il terreno e le persone, i veri bisogni e le possibili soluzioni. C’è molto da fare, ma vorremmo avanzare con la gente.

Ecco detta in grande sintesi la nostra presenza missionaria qui à N-giamena. Il nome della città significa ‘ci siamo riposati’ in arabo locale. Se… ci siamo riposati, ora il lavoro comincia seriamente. Con la vostra amicizia e simpatia, con l’aiuto di Dio, faremo quello che potremo.

Tra poco, Natale e il nuovo anno ! Celebreremo insieme la Vita; celebreremo la Speranza e il sogno sempre attuale di una nuova umanità. E mentre celebriamo, c’impegniamo ad agire ognuno secondo le proprie capacità. Non avremo bisogno qui da noi di fare il Presepio: ogni giorno passiamo tra gli accampamenti dei pastori nomadi. Dromedari, pecore e capre, cavalli e asini, meravigliosi bambini che escono e entrano dalle tende… tutto ci richiama Betlemme. Sì, Dio è con noi ! Auguro a tutti di crescere nella Speranza.

Saluti e auguri cordiali

P. Armando, P. Marco e Aimé

a N-giamena – Ciad, 3 dicembre 2017    festa di San Francesco Saverio

Whatsapp 237.7700.2108

e.mail : armando.coletto@xaveriens.org

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