“La verità vi farà liberi”

Domenica 27 maggio si è svolto l’ultimo incontro per i genitori dei bambini dagli 0 ai 6 anni. Ultimo incontro di condivisione di un cammino intrapreso all’inizio dell’anno pastorale e che vedrà ripetersi l’esperienza anche il prossimo anno sempre in collaborazione con l’ufficio di pastorale della famiglia della Diocesi di Udine.

L’incontro si è concentrato sul concetto di PERDONO: solo liberandoci dal peccato possiamo essere davvero liberi. Il peccato ci rende fragili, imperfetti, ma questo può diventare un dono, qualcosa da valorizzare. In Giappone quando un vaso o un qualsiasi oggetto si rompe, per aggiustarlo si utilizza l’oro, non si cerca di nascondere l’imperfezione, bensì la si valorizza creando un oggetto ancor più prezioso.

Il concetto di famiglia all’interno della Bibbia è molto presente tant’è che la sacra scrittura inizia con una famiglia (quella di Adamo ed Eva) e termina con un’altra famiglia (la sposa e l’agnello). Una famiglia è legata indissolubilmente alla CASA. il salmo ci ricorda che ” se il fondamento di una famiglia non è l’amore, serve a poco costruirsi una bella casa”. La casa può essere paragonata ad un candelabro e le candele siamo noi, componenti della famiglia.

PAPA FRANCESCO – udienza 4 novembre 2015

“…la famiglia è una grande palestra di allenamento al dono e al perdono reciproco senza il quale nessun amore può durare a lungo. Senza donarsi e senza perdonarsi l’amore non rimane, non dura. Nella preghiera che Lui stesso ci ha insegnato – cioè il Padre Nostro – Gesù ci fa chiedere al Padre: «Rimetti a noi i nostri debiti, come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori». E alla fine commenta: «Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe,  il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe» (Mt 6,12.14-15). Non si può vivere senza perdonarsi, o almeno non si può vivere bene, specialmente in famiglia. Ogni giorno ci facciamo dei torti l’uno con l’altro. Dobbiamo mettere in conto questi sbagli, dovuti alla nostra fragilità e al nostro egoismo. Quello che però ci viene chiesto è di guarire subito le ferite che ci facciamo, di ritessere immediatamente i fili che rompiamo nella famiglia. Se aspettiamo troppo, tutto diventa più difficile. E c’è un segreto semplice per guarire le ferite e per sciogliere le accuse. E’ questo: non lasciar finire la giornata senza chiedersi scusa, senza fare la pace tra marito e moglie, tra genitori e figli, tra fratelli e sorelle… tra nuora e suocera! Se impariamo a chiederci subito scusa e a donarci il reciproco perdono, guariscono le ferite, il matrimonio si irrobustisce, e la famiglia diventa una casa sempre più solida, che resiste alle scosse delle nostre piccole e grandi cattiverie. E per questo non è necessario farsi un grande discorso, ma è sufficiente una carezza: una carezza ed è finito tutto e rincomincia. Ma non finire la giornata in guerra!”

Con queste splendide parole vi diamo appuntamento al nuovo ciclo di incontri con l’inizio del nuovo anno pastorale.

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