La danza dell’Amore: i gesti che rivelano Dio

L’incontro di domenica 10 febbraio del gruppo di catechesi 0-6 anni è stato tenuto da Don Marcin Gazzetta, responsabile dell’ufficio catechistico, il quale ha iniziato dicendo che, essendo prete, entra in punta di piedi in quelle che sono relazioni di cui non ha direttamente esperienza. Successivamente però, durante l’incontro, abbiamo avuto modo di capire che i gesti che rivelano Dio non ci sono solo nel matrimonio, ma in tutte le relazioni.

Per i cristiani, che non sono tali in base ad un’idea o a figura carismatica, è fondamentale l’ascolto della Parola, per impostare la vita in modo alto, perciò abbiamo iniziato leggendo San Paolo che scrive ai Corinzi (1 cor 13, 1-13) e spiega loro cos’è la carità.  Quando si parla di carità, ovvero di amore, si smontano le proprie certezze per lasciar spazio all’altro, si mettono in discussione i propri pensieri e ci si apre al dialogo. Poi Don Marcin ha cercato di farci capire quali possono essere i gesti che rivelano Dio, poiché il cristiano pensa, agisce e vive come Cristo.

Ed è l’amore l’atteggiamento che ci distingue. Gesù nel culmine della sua esistenza ha dato la vita per noi, nel male ha saputo essere luce e con la resurrezione ha portato la speranza. Prendendo insegnamento da Gesù che non giudicava mai nessuno, ma ne tirava fuori il meglio, anche noi dobbiamo imparare a far sentire l’altro importante e a fare un passo indietro per lui. San Paolo nella lettera ci dice che la carità è paziente, sa aspettare, non si arrabbia. La pazienza è un’esperienza di amore, è forse la cosa più difficile che caratterizza una relazione. La carità poi non è invidiosa: dobbiamo essere capaci di amare le persone per quello che sono, con i loro pregi e i loro difetti.

Nel matrimonio l’altro è un dono e si deve poter cambiare per poterlo accogliere. La chiave di un matrimonio cristiano è pensare che non ci siamo solo noi, c’è anche l’altro e si deve perdere se stessi per il bene dell’altro. Si deve essere capaci di fare cose impensabili come il perdonare, perché io non sono sempre al primo posto. Quando si ama si riescono a sopportare cose che poi diventano secondarie. Questo è l’entusiasmante orizzonte del matrimonio cristiano.

L’amore è il motore del nostro stare insieme.

Se tagliamo fuori Dio non saremo mai capaci di perdonare, solo con il Suo sguardo lo possiamo fare. I cristiani non sono migliori degli altri, sono solo più fortunati perché hanno una visione della vita più ampia: il camminare insieme a Dio.

Alla fine ci siamo lasciati pregando la Madonna per i figli, per i genitori, per le coppie in difficoltà e con la consapevolezza di aver ancora una volta arricchito la vita con una bellissima esperienza.

Rosanna

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